Hospice

CONVENZIONATO CON IL SSN ASL CE  (DISTRETTO 21)

L’approccio terapeutico in cure palliative

“Inguaribilità” non coincide con “incurabilità”, è vero anzi il contrario: occorre curare soprattutto quando non si può più guarire. Proprio perché non sono più opportune le terapie causali, moltissimo occorre fare per recuperare la qualità di vita non solo a livello dei bisogni di area sanitaria, ma anche a sostegno di quelli di natura psicologica, sociale e spirituale. Le cure palliative si pongono quindi come l’integrazione della cura del dolore e degli altri sintomi con le terapie di sostegno psicologico, socio-assistenziale e di supporto solidaristico; cure attive, dunque, finalizzate ad affrontare ed alleviare bisogni di persone affette da patologie inguaribili ed evolutive.

Il “dettato” che scaturisce dall’esperienza leader maturata negli anni ‘70 nel St. Christopher Hospice di Londra deve tener conto delle realtà sociali e culturali del territorio in cui il progetto si cala, mentre la formazione del personale da impiegare negli hospice e nell’assistenza domiciliare non potrà prescindere dal rispetto dei principi che informano e che formano le cure palliative e la cura del dolore in ogni sua forma:

– approccio multidisciplinare al malato terminale;
– valutazione del sintomo algico, sua misurazione e stadiazione;
– controllo “esperto” del dolore e dei differenti sintomi associati alla malattia;
– capacità di formulare una prognosi “quoad vitam”, nella consapevolezza del rischio di imprecisione;
– attenzione al paziente e al suo nucleo familiare;
– presa in carico globale del paziente, con riunioni e scambi di opinioni tra i membri del team per sviluppare una vera e propria comunità terapeutica;
– amministrazione efficiente e centralizzata del servizio;
– programma d’assistenza domiciliare integrato a quello di ricovero in hospice;
– servizio di sostegno alla famiglia anche durante la fase successiva alla malattia;
– formazione continua;
– collaborazione con il volontariato;
– organizzazione d’una banca dati;
– ricerca del senso della propria esperienza sia per il paziente che per gli operatori del team;
– prevenzione dello stress degli operatori con forme adeguate di sostegno psicologico.

Il livello di medicalizzazione nei diversi setting operativi è ridotto all’essenziale, senza per questo rinunciare alle giuste pratiche sanitarie, garanzia di appropriatezza terapeutica, nel rifiuto dell’accanimento in ogni sua forma così come di ogni atteggiamento assimilabile all’abbandono terapeutico.

La lista d’attesa

La direzione socio-sanitaria coordina le procedure di accesso alla struttura Hospice e, quando il ricovero non è immediatamente ottenibile, provvede all’inserimento immediato in lista d’attesa, basandosi sulla compilazione di una specifica scheda multidimensionale nella quale vengono valutate le necessità e i bisogni assistenziali del paziente e del suo nucleo familiare. La direzione socio – sanitaria concorre con l’èquipe di cure palliative a fornire con competenza ed umanità l’assistenza al malato e alla famiglia in un momento delicatissimo della loro esistenza e collabora all’individuazione delle migliori possibilità e modalità assistenziali. Nella struttura vengono erogate, in regime extra convenzionale, anche altre attività di accoglienza e assistenza socio-sanitaria, in regime residenziale o domiciliare, riguardanti situazioni di fragilità e non autosufficienza di ammalati di area internistico-geriatrica e neurologica. Su tali disponibilità occorrerà contattare l’accoglienza sanitaria .

La Formazione

Gli operatori adottano un modello di aggiornamento continuo basato su  riunioni periodiche dell’equipe multiprofessionale con discussione dei casi e verifica della qualità tecnica, relazionale e organizzativa degli interventi effettuati. Il tutto avviene con la supervisione di esperti debitamente formati a ricoprire tale ruolo. In aggiunta a ciò la qualità dei servizi erogati è assicurata anche dall’organizzazione di corsi di aggiornamento periodici concordati con l’ASL di appartenenza(CE).

Le camere e le aree comuni

Le camere, i cui spazi sono talora davvero cospicui ed arricchiti da ampi terrazzi, ospitano malato e accompagnatore e possono essere considerate come una piccola casa, dato che le superfici disponibili e le regole di vita dell’Hospice permettono una personalizzazione degli ambienti, secondo i desideri dell’Ospite. È comunque necessario concordare i dettagli di eventuali esigenze particolari con il personale addetto all’assistenza, nel rispetto della tranquillità di tutti gli altri utenti. Ogni camera è climatizzata, con servizi igienici privati, adatti a portatori di disabilità. È dotata di televisore, frigorifero, telefono per chiamate in entrata, connessione Internet, tavolo, sedia e poltrona-letto per un accompagnatore.Quando compatibile, le aree di sosta e soggiorno, rappresentate soprattutto dagli ampi corridoi di collegamento, possono diventare agevolmente luoghi d’incontro, di lettura e di intrattenimento per gli accompagnatori e per gli ospiti stessi. Sono servite da poltrone o divani, tavoli e altri piccoli mobili.

Cucina

La cucina-tisaneria, ampia e dotata di sedute e grandi tavoli opponibili, è a disposizione degli accompagnatori, o perfino degli Ospiti, per la preparazione di bevande e per riscaldare alimenti con le attrezzature disponibili, rappresentate soprattutto da piastre elettriche di cottura e forno a microonde. Non mancano un grande frigorifero a comparti differenziati e distributori di bevande.

Orari

L’accesso all’Hospice è libero dalle ore 11.00 alle ore 20,00 nel rispetto dei desideri della persona ricoverata. Una sola persona, indicata dal paziente, può essere presente in struttura tutta la giornata comprese le ore notturne  e può pernottare utilizzando la poltrona-letto presente nelle camere qualora lo desiderasse. Altre indicazioni possono essere fornite dal responsabile.  Sono possibili eccezioni che saranno autorizzate di volta in volta dai responsabili. Piccoli animali domestici possono accedere all’Hospice per brevi visite, previa autorizzazione. In tutti i locali dell’Hospice devono essere evitati comportamenti che possono recare disagio agli utenti ed ostacolare l’assistenza.

 

 

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